Lerici Pea 2015

Il Premio Lerici Pea giunge quest’anno alla 61° edizione e col prestigioso Premio alla Carriera conclude il ciclo di incontri che da luglio a settembre hanno creato una appassionante occasione di confronto letterario e culturale e trasformato la testimonianza di ogni autore in un messaggio per ognuno di noi. La sede dove anno dopo anno viene riproposto un dialogo poetico nelle più disparate lingue di un mondo globale è la prestigiosa Villa Marigola, sede dedicata ai convegni dalla Cassa di Risparmio della Spezia, luogo dall’impareggiabile sguardo sul Golfo che motivò Sem Benelli a definirlo “Golfo dei Poeti”.

Nell’incantevole giardino si è consolidata ogni anno una felice stagione di amicizia e di incontri in una dimensione umana che si confermava via via nella disponibilità e nella modestia di tanti Grandi che nel tempo hanno lasciato in eredità le poesie che abbiamo pubblicato e alcuni memorabili inediti, tra gli altri uno straordinario testo di Mario Luzi, presentato nell’antologia del 60° anno di vita del Premio. Alla moviola rivedo i volti e ascolto le voci dei tanti poeti che ho avuto l’onore di ascoltare e di premiare nei miei anni di presidenza, inseguo la grandezza e la peculiarità di ognuno di loro

Ogni evento inventava e reinventava il rapporto tra parola e realtà, aperto all’individuale interpretazione, nell’illusione di superare i limiti soggettivi dell’esperienza per approdare alla felicità dell’identificazione.

Riteniamo di avere svolto anche in questo anno difficile il nostro ruolo con passione e con la speranza di avere ancora accanto i nostri giurati, i sostenitori pubblici e privati, prima fra tutti la Fondazione Cassa di Risparmio della Spezia che ringraziamo per il sostegno dato negli anni al Premio alla Carriera e i tanti amici della poesia, senza di loro infatti il Premio non avrebbe le ali per volare.

Pia Spagiari
Presidente P.T. del Premio Poesia Lerici Pea 2015


Premio Lerici Pea “alla Carriera” 2015
Tahar Ben Jelloun 

MOTIVAZIONE

L’autore marocchino di cultura francese, apprezzato in tutto il mondo per l’impegno dedicato all’integrazione e alla lotta contro il razzismo, è stato scelto dalla giuria per il suo profondo legame con la poesia: nonostante sia conosciuto prevalentemente per la sua attività di scrittore e saggista, coronata da un Premio Goncourt, Ben Jelloun continua a dedicarsi, fin dagli anni Settanta, ai componimenti.
Al centro delle sue liriche, i temi eterni della memoria, della luce, del mare, le riflessioni sulla condizione umana e i sentimenti maggiori come l’amicizia e l’amore.
Ben Jelloun, con le sue poesie, ha saputo evocare in un’espressione alta e intensamente lirica, ma con una misura sempre essenziale, l’incontro tra civiltà diverse con il richiamo ad una mitica e ricca tradizione onirica del mondo arabo e alla più alta letteratura europea. I suoi versi descrivono con maestria la crudeltà degli aguzzini e le ferite delle vittime in una riflessione interrogante sulle domande irrisolte dell’individuo, sulla sua fragilità e caducità, sul dolore e il male. In questo universo dal segno negativo, c’è spazio per la salvezza: possibile nell’eticità della quotidianità, resa tale dai legami amorosi e di amicizia, dal sole e dalla luce dei luoghi, dalla musica e dalle parole. In occasione della consegna del Premio alla Carriera, il Premio “Lerici Pea” promuove un’iniziativa per dare ulteriore risalto alla produzione poetica di Ben Jelloun: la pubblicazione di un libro a tiratura limitata e a fini non commerciali contenente 15 componimenti inediti dell’autore, tradotti dal francese all’italiano.

NOTE BIOGRAFICHE

Tahar Ben Jelloun, scrittore, saggista e poeta, nasce a Fès, in Marocco, nel 1944; dopo aver trascorso l’adolescenza a Tangeri, s’impegna negli studi a Rabat, dove scrive le sue prime poesie, raccolte poi in “Hommes sous linceul de silence” del 1971. In quell’anno, dopo un’esperienza come insegnante di filosofia, è costretto ad emigrare in Francia, e si stabilisce a Parigi, dove consegue un dottorato in psichiatria sociale sulla confusione mentale degli immigrati ospedalizzati. Il suo romanzo d’esordio, “Harrouda”, risale al 1973: sarà il primo di una lunga serie, con ottimi riscontri e riconoscimenti in tutto il mondo. Con il Premio Goncourt assegnatogli per “La Nuit sacrée” nel 1987, Ben Jelloun diventa lo scrittore straniero francofono più conosciuto in Francia; un altro passaggio chiave della sua carriera è il Global Tolerance Award, conferitogli nel 1998 dall’allora Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan, per il profondo messaggio contenuto nell’opera “Il razzismo spiegato a mia figlia”. Nel 2002 riceve dal Centro Pio Manzù la Medaglia del Senato della Repubblica Italiana, due anni più tardi l’International IMPAC Dublin Literary Award e nel 2006 il Premio Internazionale Trieste Poesia.
Dal 2011 è membro della giuria del premio letterario Guillaume-Apollinaire. In Italia ha pubblicato numerosi libri: fra gli altri, oltre a “Il razzismo spiegato a mia figlia”, arrivato alla 48ma edizione, “Creatura di sabbia” (1987), “L’Islam spiegato ai nostri figli” (2001), “Amori stregati” (2003), “L’uomo che amava troppo le donne” (2010), “La rivoluzione dei gelsomini” (2011) e “L’ablazione” (2014).
E’ di quest’anno l’uscita di “E’ questo l’Islam che fa paura”, edito da Bompiani. Oggi, Tahar Ben Jelloun vive a Parigi ed è padre di quattro figli; continua a scrivere libri e collabora regolarmente con il quotidiano “Le Monde”.


Premio Lerici Pea 2015 “Edito” 
a Mauro Macario 

con il volume “Metà di niente” (Puntoacapo, 2014) 

Il poeta, regista e scrittore, è risultato il più votato dalla giuria popolare composta da appassionati ed esperti, che si è riunita il 16 luglio nella tradizionale sede di piazza Mentana alla Spezia per assegnare il Premio Edito.

Macario, introdotto dal Professor Giuseppe Benelli, con 49 voti si è imposto sugli altri due finalisti scelti selezionati dalla giuria scientifica: Umberto Fiori, con il libro “Poesie 1986-2014” (Mondadori, 2014), che ha ottenuto 19 preferenze, e Giancarlo Pontiggia, arrivato a quota 38 con il libro “Origini Poesie 1998-2010″ (Interlinea, 2014), presentati rispettivamente da Stefano Verdino e da Giuseppe Conte.

Questo il verdetto della prima serata del “Lerici Pea” targata 2015, introdotta dalla presidente pro tempore Pia Spagiari e da Mayda Bucchioni, responsabile della Sezione Edito insieme a Piergino Scardigli, che hanno poi affidato ad un brillante Giuseppe Conte la conduzione dell’evento. Difficile, data l’altissima qualità delle liriche della terna di poeti selezionati, scegliere fra le suggestioni metropolitane e l’affascinante quotidianità di Fiori, la dolcezza delle odi alla Grecia e alle api del Rucellai e l’epica del ciclismo cantate da Pontiggia, e i ricordi di Macario: hanno fatto breccia nella sensibilità dei giurati le rievocazioni di quest’ultimo, dallo storico e indimenticato Teatro Monteverdi in cui si esibì il padre, il celebre comico Erminio, alla malattia della madre, passando per l’amore coniugale.

NOTE BIOGRAFICHE

Il regista, scrittore e poeta Mauro Macario, nato dall’unione fra Erminio Macario e Giulia Dardanelli, dopo aver frequentato la Scuola d’Arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano ed essersi impegnato in un lungo apprendistato come aiuto regista di Bruno Corbucci, si è avviato alla regia cinematografica, teatrale e televisiva curando per la Rai programmi di carattere musicale. In veste di poeta, ha partecipato a numerose edizioni del Festival Internazionale di Poesia di Genova e ad analoghe rassegne in Italia e all’estero. Dal 2003 collabora stabilmente con Gianluigi Cavaliere, leader dell’ensemble musicale Chantango. Fra il 1990 ed il 2014 pubblica sette libri di poesie: Le ali della jena, finalista all’opera prima del Premio Lerici-Golfo dei Poeti 1991, Lubrina Editore 1990,Crimini naturali, Book Editore 1992; Il Cantico della resa mortale, Book Editore 1994, Il Destino di essere altrove, Campanotto 2003; Silenzio a Occidente, Liberodiscrivere 2007; La Screanza, Premio Montale “Fuori di casa” 2012, Liberodiscrivere 2012; Metà di niente, Puntoacapo editrice 2014; L’invenzione del mare, Puntoacapo editrice 2015.


Premio Lerici Pea “Liguri nel Mondo” 2015
al maestro Federico De Leonardis

MOTIVAZIONE

Federico De Leonardis è nato a La Spezia ed ha a lungo operato all’estero come urbanista. Pubblica volumi di testi e immagini, collabora con testate on line e tiene un blog in cui riflette ampiamente sull’attualità artistica, il mercato dell’arte, ma anche la scrittura. La parola blog deriva da web log, e log significa giornale di bordo. In effetti De Leonardis naviga ed esplora, e anche la sua opera spaziale e concettuale si configura come scrittura di oggetti trovati e creati, proposti all’attenzione dello spettatore distratto. Partendo dal mondo amichevole e culturalmente fecondo di Lerici e La Spezia dell’immediato secondo dopoguerra, De Leonardis ha saputo percorrere decenni aridi e difficili con intelligenza creativa nonché critica, producendo opere che cercano e sfidano il vuoto, in qualche modo ricostituendo dai cascami un universo di pacata meditazione e visione.goslavia, Svizzera) e come artista concettuale. Porta dentro la storia culturale e materiale della Liguria e del suo Golfo, che affiora nei materiali che usa nella sua opera artistica quarantennale (marmi, pietre, catene, cordami). De Leonardis è artista originale di grande produttività che cerca nuove vie con molta sicurezza in un mondo dell’arte dalle infinite e spesso infide provocazioni. Il suo è un lavoro concettuale, non figurativo, alla lontana imparentato all’opera di Joseph Beuys, che lascia parlare gli oggetti, ponendoli in spazi vuoti e bianchi (rifugge dal colore). Da “Tagliatella” (1977) e “Firmamento nero” a “Ossa di Shelley”, “Pastorale”, “Carcere d’invenzione”, “I prigioni”, “Museo”, “Essere muro”, “Sacra Famiglia” (2008), i suoi lavori dialogano con la storia proponendoci di riviverla in modo inedito, spoglio.

E’ una poesia ligusticamente scabra, che non fa sconti all’illusione, ma persegue il lavoro del conoscere il reale attraverso la materia, lo spazio, il corpo, l’intelligenza. Il lavoro di De Leonardis ha ottenuto negli anni l’attenzione che merita, per quanto sia tutto il contrario che vistoso, e si ponga nelle pieghe dello spazio e dell’attenzione. De Leonardis ha inoltre elaborato il suo mondo artistico in una lunga serie di testi e interventi che parlano intorno al suo lavoro con molta pacatezza.


Il Premio Poeti e Artisti Liguri nel Mondo ha la finalità di far conoscere l’arte, il lavoro e le capacità dei liguri che hanno trovato nelle diverse parti del mondo il luogo ideale per esprimersi e raggiungere l’eccellenza, esercitando la propria creatività e restando fedeli alle proprie radici.

Il riconoscimento è stato conferito il 18 settembre durante una cerimonia in programma presso il Comune di Lerici in piazza Bacigalupi 9, dalle ore 10.30, alla presenza del Sindaco di Lerici Leonardo Paoletti e della Presidente p.t. del Premio “Lerici Pea” Pia Spagiari. Il Maestro De Leonardis è stato introdotto da Lucilla Del Santo, Responsabile della Sezione, e presentato dal critico d’arte Bruno Corà; letta la motivazione del Premio, scritta da Massimo Bacigalupo, si proceduto alla consegna. Successivamente, il Maestro De Leonardis è stato a disposizione del pubblico in una visita guidata ad alcuni dei suoi “lavori” presenti negli spazi del Palazzo del Comune di Lerici.

L’evento è stato organizzato in collaborazione con il Comune di Lerici – Regione Liguria

Cenni biografici
Talento multiforme, architetto, ingegnere, artista contemporaneo, Federico De Leonardis trova anche nella scrittura uno dei suoi veicoli di espressione: riflessioni, considerazioni graffianti, teorie, osservazioni connotano una vasta produzione arricchita, a partire dal 2011, dal blog “Fuori dai denti”. Nato alla Spezia nel 1938, il Maestro inizia a portare la sua arte e la sua tecnica in Italia e nel mondo già dopo la laurea: Dubrovnik, Salisburgo e il nostro Meridione fanno da sfondo ai suoi studi e al suo lavoro in campo architettonico-urbanistico. Attualmente, accantonata ormai da tempo l’attività lavorativa in senso stretto, si dedica esclusivamente alla propria ricerca nell’ambito dell’arte contemporanea, continuando a mantenere un vivo interesse per la spazialità, che si concretizza in mostre personali, e collettive, di scultura e installazioni: predilige l’uso del marmo, del ferro, del calcestruzzo armato e della carta.
Nelle sue opere, De Leonardis tende “a fare un passo indietro”, a svuotare, a lasciare semplicemente alcune tracce, che scavano nel profondo di tutti noi memorie sepolte e finalmente riemerse; in lui la materia è sempre presente, ma non ha alcun valore formale: la forma a cui pervengono le sue opere è più per sottrazione che per aggiunta.
Le sue Ossa di Shelley, presenti il 18 settembre in esposizione nella sala consiliare del Comune di Lerici, sono state occasionate anni fa (’85) dall’epigrafe presente su casa Magni a S. Terenzo e sono un esempio molto pregnante sull’importanza che quest’artista attribuisce alla memoria, sorta di omaggio alla parola poetica.
Nelle bacheche nell’atrio del Comune di Lerici sarà esposto l’Autoritratto nello Specchio Convesso; delle sue architetture “assurde” e inclinate come i piani della vita, l’installazione “Cono d’ombra” e infine Tagliatella, il graffito assente che ha originato tutte le sue idee visive.
Federico De Leonardis ha lavorato e collabora con importanti gallerie di arte contemporanea attive sul mercato internazionale, tra cui la Galleria Continua di San Gimignano e Theca Gallery di Milano; proprio alla Theca Gallery, l’artista ha recentemente inaugurato la mostra “Erlebnis” (19 gennaio 2015 – 11 aprile 2015).


Premio Speciale Lerici Pea “Europa” 2015
a Giuseppe Conte

MOTIVAZIONE

Una profonda opera di mediazione fra civiltà diverse: è un’azione nobile e costante quella che il poeta Giuseppe Conte porta avanti, verso dopo verso, con le sue liriche. Una valenza che, unita all’indubbio valore letterario della sua opera, gli assicura l’attribuzione del Premio Speciale Lerici Pea 2015. Fondatore del mito modernismo per un felice posizionamento dell’idea di forma, egli ha ritrovato la ricarica di energia cosmica necessaria al rinnovamento del sentimento poetico, ponendosi all’ascolto di un nuovo sentire universale, dall’Ultimo aprile bianco sino al L’Oceano e il Ragazzo. Nell’ultimo libro pubblicato, Il male viene dal mare, propone una visione che proclama una primaria difesa della natura e delle energie mitiche presenti nell’anima del mondo: salvaguardare il mare e lottare per la difesa del Pianeta Terra è per lui l’unica possibile guida nella deriva di un futuro prossimo, ormai alle porte. In un 2015 segnato da grandi tragedie, ma anche da pietà e generosità, il messaggio di Conte si riveste di un significato ancora più prezioso, nel rivolgersi ai giovani di razze e colori diversi perché riconquistino il dono della speranza, della convivenza pacifica. Per la caparbia utopia di riuscire a trasformare, con la forza dirompente della poesia, violenza, incomprensione e male in atti di pace e di rispetto per l’uomo e per la natura, Giuseppe Conte riceve il Premio Speciale Lerici Pea 2015.


L’Associazione Lerici Pea, ha deciso di assegnare anche quest’anno, per la seconda volta, il Premio Speciale Lerici Pea a Giuseppe Conte; il Premio, come spiegato nella prima edizione del 2014, viene conferito a grandi poeti viventi che si contraddistinguono anche per la loro vocazione europeista e capaci di portare avanti la convinzione che, nella storia millenaria dell’Europa, la poesia riesca a coniugare solidarietà per le vittime della Storia di ieri e di oggi con un messaggio etico volto a non trascurare l’identità comune per la quale cultura, arte, paesaggio e luoghi, sono aspetti fondanti nella condivisione di una umana civiltà. 

Giuseppe Conte (Imperia 1945), è autore di raccolte di poesia, tra cui L’Oceano e il Ragazzo, uscita in Italia nel 1983 e ristampata nel 2002, e tradotta con prefazione di Italo Calvino in Francia (Premio Nelly-Sachs) e negli Stati Uniti, e Ferite e rifioriture, Premio Viareggio 2006. È anche autore di saggi, libri di viaggio e romanzi, tra cui Il terzo ufficiale (Premio Hemingway), La casa delle onde (Selezione Premio Strega), L’adultera (Premio Manzoni). Il suo ultimo romanzo è Il male veniva dal mare, uscito nel 2013. A lui si devono anche traduzioni da Blake, Shelley, Whitman e Lawrence, e due monumentali antologie internazionali di poesia. È autore di opere teatrali e di libretti d’opera. Ha collaborato a programmi di RAI1 e RAI2, e scrive editoriali e articoli letterari per diversi quotidiani. Ha tenuto conferenze e letture di poesia in più di trenta paesi del mondo. Le sue poesie sono tradotte in tutte le lingue europee e, tra le extraeuropee, in arabo, turco, hindu e cinese. Suoi romanzi e racconti sono tradotti in francese, inglese, olandese, russo e greco.


Premio Lerici Pea “Paolo Bertolani” 2015
a Vincenzo Mastropirro.

MOTIVAZIONE

La ricerca poetica di Vincenzo Mastropirro affida a uno dei dialetti più suggestivi del Bel Paese la voce inconscia e materna della Poesia vera, che non ha lingua maggiore né minore, non è antica né contemporanea, ma aspira alla salvezza del mondo delle Origini, fra canto e balbettio, parola e musica, onirismo e iperrealismo, sospesa fra urgenza di testimoniare un mondo perduto e fiducia di proiettarsi nella modernità.
Roberto Pazzi

Vincenzo Mastropirro (Matera 1960), è originario di Ruvo di Puglia (Ba) e vive a Bitonto.
Flautista, compositore, poeta, didatta. Ha suonato per importanti teatri e sale concertistiche in Italia e all’estero Egitto, Francia, Inghilterra, Germania, Marocco, Spagna, Malta, Romania, Austria, Iraq, India, Grecia ed ha inciso oltre 20 CD col Trio Giuliani, col Mastropirro Ermitage Ensemble, con La Banda di Ruvo e con altre formazioni cimentandosi in un repertorio che va dal classico al contemporaneo, dalla contaminazione all’improvvisazione. Ha vinto alcuni premi letterari nazionali e compare in varie antologie, riviste e blog letterari.

Per la poesia ha pubblicato:
*Nudosceno LietoColle ed. Faloppio (Co) 2007
*Tretippe e Martidde (questo e quest’altro) nel dialetto di Ruvo ed. Perrone lab Roma 2009
*AA.VV. Pugliamondo, Edizioni Accademia terra d’Otranto – Neobar 2010
*AA.VV. Guardando per terra – Voci della poesia contemporanea in dialetto – a cura di Piero Marelli, Lietocolle ed. Faloppio (Co) 2011
*AA.VV. Materia Prima 13 autori a cura di Letizia Leone, Giulio Perrone ed. Roma 2012
*Poèsìa sparse e sparpagghiòte (Poesia sparsa e sparpagliata) CFR Edizioni Piateda (So) 2013
*AA.VV. L’Italia a pezzi Antologia di poeti italiani in dialetto a cura di M. Cohen, V. Cuccaroni, G. Nava, R. Renzi, C. Sinicco, Ed. Gwynplaine Ancona 2014
*TRETIPPE e MARTIDDE Secop Edizioni – Corato (Ba) 2015


Premio Lerici Pea “Lucia Roncareggi” 2015
a Gianluca Serri

La Sezione Giovani Poeti, Introdotta nel 2010, la sezione è intitolata alla giovane poetessa scomparsa nel 1999 a soli 22 anni: una fine prematura, che non le ha impedito, però, di lasciare componimenti di grande profondità. Ideato per favorire anche fra gli under 25 la passione per la scrittura e l’espressione della libera creatività, il Premio è stato assegnato nelle passate edizioni a Tommaso Meozzi, Giuseppe Carracchia e Lodovica Vacirca. Impegno, vis poetica, stupore di fronte alla vita nelle diverse declinazioni che conducono al disinganno e alla resa, ma anche alla pacificazione con destino e libertà di scelta, sono le tematiche che caratterizzano le liriche della terna dei finalisti. Questi ultimi sono stati scelti dalla giuria presieduta da Valentino Zeichen, già vincitore del “Lerici Pea” nel 1992: Gianluca Serri con “Incontro con l’artista”, Silvia Demeo con “Come foglie le lingue degli uomini” e Luca Giuseppe D’Aloia con il suo testo.

Andare avanti nel segno della tradizione e del rinnovamento è la finalità ultima della sezione, per la quale gli organizzatori ringraziano la famiglia Roncareggi, preziosa nel sostenere l’iniziativa con costruttiva e delicata sensibilità.

Durante l’evento di premiazione di questa edizione è stata anche realizzata la plaquette, nella quale sono state pubblicate le poesie dei finalisti e le motivazioni dei premiati scritte da Valentino Zeichen.
I finalisti sono stati: Giovanni Falcinelli, Valentina Colonna, Claudia Fiorella Santonocito, Davide Sommella, Federico Carle, Luca Minguzzi, Naike Agata Labiunda, a cui va aggiunta quella di Elia Brozzo, di 12 anni, per la precoce sensibilità poetica.

Gianluca Serri, nato a Milano nel 1992, consegue il diploma di maturità scientifica al Liceo “Giacomo Leopardi”, nel capoluogo lombardo; è iscritto all’Università degli Studi di Pavia, presso cui frequenta l’ultimo anno della facoltà di Psicologia. Allo studio affianca l’impegno nella poesia e nel lavoro; attualmente, svolge la mansione di barman.


Silvia Demeo – Seconda Classificata

Studentessa del corso di Scienze e Tecnologie per lo studio e la conservazione dei beni culturali e dei supporti dell’informazione preso l’Università Statale di Milano, si dedica contemporaneamente al componimento di poesie, alla scrittura di racconti e allo studio delle lingue. Grazie alla profondità e al fascino delle sue liriche, ha già ottenuto una serie di riconoscimenti a concorsi di poesia e per giovani scrittori.


Luca Giuseppe D’Aloia – Terzo Classificato
Nato nel 1996 a Milano, dopo aver vissuto i suoi primi anni a Sesto San Giovanni, si trasferisce con la famiglia a Loreto, per poi stabilirsi definitivamente nell’hinterland milanese. Consegue la maturità scientifica al Liceo “Casiraghi” di Cinisello Balsamo; dopo essersi appassionato nei primi anni degli studi superiori alla poesia, si avvicina in particolare a Giuseppe Ungaretti. Da questo momento, si dedica alla composizione e agli studi in Filosofia presso l’Università Statale di Milano. Da poco più di un anno, fa parte del gruppo “Bellezza Siderale”, formato da giovani uniti dalla passione per la scrittura.