Premio LericiPea 2022

Premio LericiPea Golfo dei Poeti 2022

20 Maggio, ore 12:45 – 13:35
Assegnazione del Premio LericiPea “Edito” 2022 ad Alessandro Rivali
Salone Internazionale del Libro di Torino, Sala Indaco
 
17 Giugno, ore 17:00
Saluti dell’Ambasciatore Edward Llewellyn
Introduce: Francesco Rognoni
Assegnazione del Premio LericiPea “Angloliguria” 2022 a Simon Armitage (Poet Laureate della Regina Elisabetta II);
presenta il Poeta, Massimo Bacigalupo
Villa Marigola – S. Terenzo, Lerici
il programma completo della giornata →
 
8/9/10 Luglio 2022
Prima Edizione di “Ariel – LericiPea Giovani”,
Festival Italiano di Poesia dedicato agli Under 35;
nel ricordo di Percy B. Shelley e della sua giovane età, quando rivoluzionò per sempre il modo di fare Poesia.
A cura di Giuseppe Conte e Davide Rondoni
Circolo della Vela Erix e Rotonda Vassallo – Lerici
 
18 Luglio 2022 – ore 21:30
Alessandro Haber: reading performativo nel giorno del ritrovamento del corpo di Shelley.
Testi di Gabriele Tinti: una “risposta” al Prometeo di Percy B. Shelley.
Piazza Brusacà – Marina di S. Terenzo, Lerici
 
20 Luglio, ore 18:15
Il “Banchetto dei Giusti”,
Lilla Crisafulli, Franco Lonati, Carla Sanguineti a dialogo sul tema del vegetarianesimo shellyano; presenta Adriana Beverini.
Vincenzo Patanè in “Intervista immaginaria a Lord Byron”.
Hotel Shelley – Lerici
ore 21:30
Roberto Alinghieri legge “Difesa della dieta naturale” di Percy B. Shelley.
Focus sulla cucina vegetariana a cura di Pietro Leemann; lo chef stellato a dialogo con Sergio Buttiglieri, Style director Sanlorenzo.
Rotonda Vassallo – Lerici
 
 
31 Luglio – ore 21:00
C. Tomlinson e P. Bertolani, un rapporto di amicizia e lavoro.
ore 22:00
Premio LericiPea “Paolo Bertolani” 2022

ad  Edoardo Zuccato, il poeta a dialogo con Manuel Cohen.
Piazza Santa Croce – La Serra, Lerici
 
15 Settembre 2022
Premio LericiPea “Liguri nel Mondo” alla Dottoressa Maria Elena Bottazzi, candidata al Premio Nobel per la Pace 2022
Regione Liguria – Genova
 
15 ottobre 2022
Premio LericiPea “alla Carriera” 2022 a Louise Glück, Premio Nobel per la Letteratura 202

I premiati

Premio LericiPea "EDITO" 2022 ad Alessandro Rivali

MOTIVAZIONE

E’ vero, non può essere smentito: ci sono libri che rappresentano un viaggio, un percorso anche personale. Ma ascoltandone nel silenzio del proprio essere le parole si scopre poi che parlano a ognuno di noi. In La Terra di Caino tutto questo diventa tangibile: i suoi versi posseggono un’energia, qualcosa di spirituale che però diventa presenza quasi tattile. Poesia che di volta in volta attinge alla memoria e alla riflessione, al racconto e al sogno. Precipitiamo con il poeta nelle immagini di Caino, dei suoi giochi con il fratello, della loro infanzia. Il tono resta sempre alto, come se da un momento all’altro il castigo si possa abbattere sul mondo. E domina, in presenza o in assenza, la rassicurante figura del padre che in queste pagine assurge a imprescindibile figura di riferimento formativo.

In La terra di Caino, Alessandro Rivali mostra poi la sua attitudine a una poesia epica e civile, lirica e metafisica, che affronta i grandi temi del bene e del male, della redenzione e del perdono, con grande e non comune energia espressiva, sostenuta da una profonda cultura e da una potente sensibilità.

Il Premio Lerici Pea Edito 2022 va a una delle voci più interessanti della poesia italiana, una voce che, ancorché giovane, mostra tutta la sua solida maturità, delineandosi all’orizzonte della 

contemporaneità per limpidezza e solidità.

Alessandro Rivali è nato a Genova nel 1977. I suoi libri di poesie sono “La riviera del sangue” (Mimesis 2005 e poi Fara 2007), “La caduta di Bisanzio” (Jaca Book 2010), “La terra di Caino” (Mondadori 2021). Ha pubblicato i libri intervista “Giampiero Neri. Un maestro in ombra” (Jaca Book 2010) e “Ritorno ai classici. Una conversazione con Giampiero Neri” (Ares 2020). Ha curato le lettere inedite di Eugenio Corti dal fronte russo (“Io ritornerò”, Ares 2015). “Ho cercato di scrivere Paradiso” (Mondadori 2018) raccoglie le conversazioni con Mary de Rachewiltz, la figlia di Ezra Pound.

Premio LericiPea "Angloliguria" 2022 a Simon Armitage

MOTIVAZIONE

Nel bicentenario del soggiorno a Lerici e della scomparsa di Shelley, il poeta inglese il cui destino è stato più legato alla Liguria, e nel 70° anno del regno di Elisabetta II, di cui si ricorda una felice visita a Genova, il Premio LericiPea “AngloLiguria” è conferito a SIMON ARMITAGE, oggi Poeta Laureato del Regno Unito, fresco e combattivo quanto Shelley. Infatti Armitage è espressione di una cultura insieme colta e popolare, scrive con grande raffinatezza in metri tradizionali e canzoni per band a cui lui stesso collabora, pubblica poesie saggi racconti su quotidiani, crea programmi televisivi e radiofonici, compone libretti d’opera, romanzi e libri di viaggio. Da Poeta Laureato affronta temi “ufficiali” solo nel senso che sono quesiti, traumi e tragedie del nostro tempo: dalla crisi climatica alla pandemia alla guerra. Lo fa sempre con freschezza dimostrando come la poesia sappia emergere dal chiacchiericcio dei media per dire alle donne e agli uomini di oggi una parola definitiva e se possibile confortante.

Simon Armitage nasce nel 1963 nel villaggio di Marsden, nel West Yorkshire, studia al politecnico di Portsmouth e si laurea all’Università di Manchester (indirizzo in Scienze Sociali e Psicologiche), con una tesi sugli effetti della violenza televisiva sulla delinquenza giovanile. Successivamente lavora come educatore per persone in libertà vigilata, lavoro che lascia nel 1994 per dedicarsi completamente alla scrittura, seguito con incondizionati consensi della critica fin dai suoi esordi.
È Professore di Poesia all’Università di Leeds e ha ricoperto la medesima prestigiosa cattedra anche all’Università di Oxford per il periodo 2015-2019. Nella primavera del 2019 è Holmes Visiting Professor presso la Princeton University, USA e viene nominato Poeta Laureato del Regno Unito, (dichiarando che avrebbe devoluto lo stipendio di Poet Laureate a favore di un Premio per un volume di Poesie dedicate alla natura e all’ambiente) e in questa veste, per il Giubileo di Platino di Elisabetta II, ha pubblicato il poemetto Queenhood.
In precedenza, ha insegnato al Writers’ Workshop dell’Università dell’Iowa e alla Manchester Metropolitan University, prima della sua nomina nel 2011 a Professore di Poesia all’Università di Sheffield e Visiting Professor all’Università di Falmouth. La sua prima raccolta di Poesie Zoom! uscì nel 1989, a cui ne sono seguite numerose altre, che lo hanno reso uno dei Poeti più apprezzati e conosciuti, fra cui, la ricordiamo poiché composta a soli 38 anni, “Selected Poems”. Per citare solo le opere tradotte in italiano, nel 2001 la raccolta POESIE (edita da Mondadori, collana Lo Specchio), nel 2003 il romanzo L’omino verde, nel 2011 il Poema Sir Gawain e il cavaliere verde, entrambi editi da Guanda e nel 2015, la raccolta poetica In cerca di vite già perse (sempre edita da Guanda).
Armitage ha ricevuto numerosi premi e onorificenze per le sue poesie: il Sunday Times Young Author of the Year, uno dei primi Forward Prizes, un Eric Gregory Award, Lannan Award, lo Spoken Word Award (Gold), il BBC Radio Best Speech Programme, Television Society Award for Documentary e Keats-Shelley Prize for Poetry. Nel 2017 ha vinto il PEN America Award for Poetry in Translation e nel 2018 ha ricevuto la Queen’s Gold Medal for Poetry. Ed ora, giugno 2022, il Premio LericiPea “Angloliguria”.
Nel 1999 è stato nominato il poeta del millennio; nel 2012 ha ricevuto la Hay Medal for Poetry.
Sempre nel 2012, nell’ambito delle Olimpiadi della Cultura britanniche, e mentre Artist in Residence presso la Southbank di Londra, Armitage ha ideato e curato Poetry Parnassus, un raduno di poeti e di ogni nazione olimpica. Evento riconosciuto come il più grande incontro di poeti internazionali nella storia. Per il suo impegno ed i suoi successi in letteratura, Armitage ha ricevuto lauree honoris causa dall’Università di Portsmouth, dall’Università di Huddersfield, dalla Open University, dalla Sheffield Hallam University e dalla Leeds University. È stato eletto Fellow della Royal Society of Literature (2014), Honorary Fellow al Trinity College di Oxford (2019) e Honorary Fellow alla British Academy (2021).

Premio LericiPea "Paolo Bertolani" 2022 ad Edoardo Zuccato

La sezione del Premio LericiPea Golfo dei Poeti 2022 per la poesia in dialetto, LericiPea “Paolo Bertolani”, viene assegnata a Edoardo Zuccato, unanimemente considerato il più importante poeta d’area lombarda dopo Franco Loi. Poeta tra i migliori della sua generazione, assieme al veneto Fabio Franzin, ai friulani Pier Luigi Cappello e Ivan Crico, e al romagnolo Francesco Gabellini, Zuccato è nato nel 1963 a Cassano Magnago (VA). Docente di Letteratura inglese alla IULM, e direttore di dipartimento dell’omonima Università milanese, è autore di diversi saggi sulla poesia Inglese e la “traduzione” (di recente uscita, il volume: Trasferimenti in loco. Saggi sulla traduzione, il dialetto e la poesia, Mucchi, Modena 2022); storico redattore della rivista «Testo a fronte», traduttore di classici e di poesia anche in francese oltre che in inglese: si ricorda qui la notevole e originale versione in altomilanese de’ I Bücòligh, Le Bucoliche di Virgilio (Medusa, Milano 2007); Biss, lüsert e alter galantomm. Ballate di François Villon (traduzione in collaborazione con Claudio Recalcati, Effigie, Milano 2005); Il dragomanno errante, Quaderno di traduzioni (Atí editore, Milano 2012) comprendente una scelta di testi tradotti in italiano e in dialetto da vari autori, tra cui: Shelley, Shakespeare, Mallarmé, Anne Sexton, Villon, Walcott, Swift,Auden, Tomlinson e Milton; l’antologia di Samuel Taylor Coleridge, Tutto il mondo di ombre. Poesie 1791-1834 (Elliot, Roma 2018); John Keats, All’autunno (Mucchi, Modena 2019);Thomas Hardy, L’orologio degli anni, poesie 1857-1928 (Elliot, Roma 2022). Zuccato è autore di poesia in lingua e sommamente in dialetto altomilanese. 

L’esordio in volume avviene nella collana dei Quaderni di poesia Contemporanea curati da Franco Buffoni (Quarto quaderno italiano, Guerini e Associati, Milano 1993). Seguono: Tropicu da Vissévar (Crocetti, Milano 1996) che riprende e amplia la silloge iniziale del 1993 e che delinea sin dal titolo la dimensione geopoetica e geocritica di una spazio dilatato e che travalica categorie temporali e culturali tra memoria della lingua e memoria del presente; quindi, La vita in tram (Marcos Y Marcos, Milano 2001) probabilmente il volume che, più di altri, marca quasi la Stimmung di un’epoca e il sentimento di perdita d’identità e di ricerca di radici per tutta una generazione poetica decentrata e deterritorializzata; seguono, I bosch di Celti, Sartorio, Pavia 2008) un viaggio sapienziale tra le lingue e le culture di residenza e di nuova acquisizione; Ulona (Il Ponte del Sale, Rovigo 2010) opera bruegheliana, mossa e corale, densa di voci e dialoghi ispirata a un’umanità vissuta lungo le sponde del fiume Olona; Tèrman e ricord (Elliot, Roma 2021) recente volume in cui la geografia o la topografia marcata da pietre di confine, restituisce il senso e la memoria di una civiltà lombarda. Poeta raffinato e colto, Zuccato scrive versi di gran nitore, di eleganza sobria, contrassegnati da understatement, dove il sentire non è mai esibito, e la sobrietà sembra la regola. Accanto al solco della ‘Linea Lombarda’ di riferimento (linearità del verso, inserti dalla prosa, sequenze di dialoghi), l’autore innesta alla propria, la cultura della grande tradizione anglofona e anglosassone,ereditando modelli, motivi e stigmi da Heaney, dai classici, e soprattutto dalla lingua inglese (nei suoni come nel ritmo, nella durata del verso). 

In occasione del bicentenario della morte di Percy Bysshe Shelley, che è stato ampiamente celebrato dal Premio LericiPea Golfo dei Poeti nell’estate 2022, Edoardo Zuccato ha fatto dono al premio di due poesie del grande poeta inglese, tradotte in altomilanese.

Edoardo Zuccato è nato nel 1963 a Cassano Magnago (VA). Ha pubblicato le raccolte di poesia in dialetto altomilanese Tropicu da Vissévar (1996), La vita in tram (2001), I bosch di Celti (2008), Ulona (2010) e Tèrman e ricord (2021), e la raccolta in italiano Gli incubi di Menippo (2016). È autore di diversi saggi sulla poesia inglese e sulla traduzione, fra cui il recente Trasferimenti in loco. Saggi sulla traduzione, il dialetto e la poesia (2022). Ha curato numerose edizioni bilingui di opere di poeti inglesi (S.T. Coleridge, P.B. Shelley, C. Tomlinson e altri), ultima delle quali Thomas Hardy, L’orologio degli anni. Poesie 1857-1928 (2022). È presente in varie antologie, italiane e straniere, e suoi testi sono stati tradotti in diverse lingue fra cui inglese, francese, portoghese, spagnolo, russo, arabo, cinese e giapponese.

Premio LericiPea "Liguri nel Mondo" 2022 a Maria Elena Bottazzi

La professoressa Maria Elena Bottazzi, microbiologa honduregna naturalizzata statunitense di origine italiana, docente di biologia alla Baylor University in Texas, è stata candidata al prossimo Premio Nobel per la Pace e riceve il Premio LericiPea “Liguri nel Mondo”2022, per il suo lavoro e per una scelta rivoluzionaria: aver deciso, insieme al collega Peter Hotez e al suo team, di rendere accessibile a tutti, non brevettandolo, il vaccino anti COVID 19, denominato Corbevax.
Impiegando un metodo convenzionale che sfrutta la tecnica delle proteine “ricombinanti” (ovvero un sistema noto da decenni tra gli addetti ai lavori), il vaccino risulta facile da replicare dal punto di vista degli apparati tecnologici necessari e dunque alla portata della maggior parte dei Paesi più poveri del mondo. 
L’Ass.ne Premio LericiPea Golfo dei Poeti, la Regione Liguria, la Giuria del Premio e la Fondazione Carispezia, orgogliosi dei suoi natali genovesi, hanno ritenuto di assegnare il Premio LericiPea “Liguri nel Mondo” 2022 a Maria Elena Bottazzi, per l’alto valore etico, morale e civile della scelta di non brevettare il vaccino Corbevax e perché considerata, indiscutibilmente, eccellenza ligure nel Mondo, per la dedizione di una vita ad una “scienza aperta” come lei stessa la definisce, e alla ricerca come strumento per migliorare le condizioni di vita, per tutti.

Maria Elena Bottazzi, è Vice-decana della Scuola Nazionale di Medicina Tropicale, Professore di Pediatria, Virologia Molecolare e Microbiologia, Capo Divisione di Medicina Tropicale Pediatrica e Co-direttrice del Centro di Sviluppo per Vaccini dell’Ospedale Pediatrico del Texas presso il Collegio di Medicina di Baylor a Houston e Professore Distinta di Biologia alla Università de Baylor a Waco. È vaccinologa riconosciuta a livello internazionale per malattie tropicali ed emergenti, sostenitrice della salute globale e co-creatrice di un vaccino control COVID-19, a scienza aperta e priva di brevetto, che ha portato allo sviluppo di Corbevax, il vaccino COVID-19 per il mondo. È pioniera e guida il progresso di un solido portafoglio di sviluppo di vaccini contro le malattie infettive e tropicali trascurate come il coronavirus, l’anchilostoma, la schistosomiasi e il Chagas, che colpiscono in modo sproporzionato le popolazioni più povere del mondo. Ha anche stabilito collaborazioni innovative in America Latina, Medio Oriente e Sud-est asiatico, fornendo contributi significativi e innovativi a programmi educativi e di ricerca, catalizzando politiche e diffondendo informazioni scientifiche per raggiungere un pubblico diversificato. In qualità di ruolo globale a primo piano, ha ricevuto premi nazionali e internazionali molto apprezzati, ha più di 280 articoli scientifici e ha partecipato a più di 250 conferenze in tutto il mondo. È membro della Academia Nazionale delle Scienze dell’Honduras e parte di un gruppo Emergente in Salute e Medicina della Accademia Nazionale di Medicina negli Stati Uniti. Bottazzi e membro della Società Americana di Medicina Tropicale, della Società Italiana di Medicina Tropicale (SIMET), del programma esecutivo in medicina accademica e per l’impegno pubblico. Forbes LATAM, nel 2020 e nel 2021, ha selezionato la dottoressa Bottazzi come una delle 100 donne più potenti dell’America centrale. Bottazzi ha prestato servizio in diversi Comitati delle Accademie Nazionali e ricopre il ruolo di Co-direttrice del gruppo di lavoro per i vaccini e le terapie della commissione Lancet sul COVID-19. Nel 2022, insieme al dottor Peter Hotez, è stata nominata dalla deputata del Texas, Lizzie Fletcher, per il Premio Nobel per la pace. La Dott.ssa Bottazzi ha conseguito la laurea in Microbiologia e Chimica Clinica presso l’Università Nazionale Autonoma dell’Honduras e un dottorato in Immunologia Molecolare e Patologia Sperimentale presso l’Università della Florida. La sua formazione post-dottorato in Biologia Cellulare è stata completata presso l’Università di Miami e Pennsylvania dove conseguentemente ha lavorato alla Università George Washington prima di trasferirsi nel Texas.

GLI EVENTI

Conferenza Stampa - Salone Internazionale del Libro di Torino

Alessandro Haber: reading performativo nel giorno del ritrovamento del corpo di Shelley. Testi di Gabriele Tinti: una "risposta" al Prometeo di Percy B. Shelley.

PROMETEO
Omaggio a Percy Bysshe Shelley – Di Gabriele Tinti e Alessandro Haber 

It doth repent me: words are quick and vain;
Grief for awhile is blind, and so was mine.
I wish no living thing to suffer pain

Percy Bysshe Shelley, Prometheus Unbound

Il 18 Luglio alle ore 21:30 alla Marina di San Terenzo – piazza Brusacà,  l’attore  Alessandro Haber leggerà alcune  poesie di Gabriele Tinti che traggono ispirazione dal Prometeo di Shelley e dal suo mito.

“Prometeo soffre perché ha troppo amato gli uomini. Soffre al posto degli uomini. È stato insensato, ha impedito a Zeus di annientarli infondendo loro cieche speranze”, sottolinea Gabriele Tinti; Alessandro Haber sarà la sua voce, la cui lotta è la nostra drammatica lotta, impari e senza speranza, contro le forze misteriose e oscure della natura.” Il titano è presentato – seguendo l’iconografia della tradizione e la scrittura di Shelley – come crocifisso sulla roccia (“Ohimè! Dolore, Dolore, per sempre! Nessun cambiamento o pausa, nessuna speranza! Pure sopporto”, Percy Bysshe Shelley, “Prometheus Unbound”).

La lettura si inserisce nelle celebrazioni del bicentenario Shelleyano con un reading ispirato ad una delle maggiori opere del poeta inglese – il “Prometeo slegato” – volutamente nella data, il 18 luglio, del ritrovamento del corpo del poeta inglese. Promosso dal Premio LericiPea Golfo dei Poeti, con la collaborazione del Comune di Lerici, il contributo della Fondazione Cultura e Arte (Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale)

Si svolgerà simbolicamente alla Marina di San Terenzo (Piazza Brusacà) in prossimità di Villa Magni, nel luogo da dove Percy B. Shelley partì con la sua goletta “Ariel”. 

L’evento rientra nella serie di letture dal vivo volute da Gabriele Tinti e recitate di fronte alla statuaria classica e alla pittura rinascimentale. Negli ultimi anni il progetto ha visto coinvolti alcuni importanti attori e alcuni dei maggiori Musei al mondo come il Metropolitan di New York, il J. Paul Getty Museum ed il LACMA di Los Angeles, il British Museum di Londra, la Gliptoteca di Monaco, il Parco Archeologico del Colosseo, il Museo Nazionale Romano di Roma, i Musei Capitolini, il Museo dell’Ara Pacis, il Museo Archeologico di Napoli e molti altri ancora. 

Gabriele Tinti è un poeta, scrittore e critico d’arte italiano. 
Ha scritto ispirandosi ad alcuni capolavori dell’arte antica come Il pugile a riposoIl Galata suicida, il Giovane vittorioso (Atleta di Fano), il Fauno Barberini, Il Discobolo, I marmi del Partenone, l’Ercole Farnese e molti altri ancora, collaborando con Istituzioni come il Museo Archeologico di Napoli, i Musei Capitolini, il Museo Nazionale Romano, il Museo dell’Ara Pacis, il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, il British Museum di Londra, il Metropolitan di New York, il LACMA di Los Angeles, il Parco Archeologico del Colosseo e la Glyptothek di Monaco. 
Le sue poesie sono state lette da attori come Kevin Spacey, Abel Ferrara, Malcolm McDowell, Robert Davi, Marton Csokas, Stephen Fry, James Cosmo, Vincent Piazza, Michael Imperioli, Franco Nero, Burt Young, Michele Placido, Alessandro Haber, Jamie Mc. Shane e Joe Mantegna.
Nel 2016 ha pubblicato “Last words” (Skira Rizzoli) in collaborazione con l’artista americano Andres Serrano. Dal 2016 al 2018 ha composto alcune poesie ispirate ai capolavori di Giorgio de Chirico collaborando con il Metropolitan Museum of Art, la Peggy Guggenheim Collection, il MOMA di New York e il Museo del ‘900 di Milano. 
Nel 2018 il suo progetto di poesia ecfrastica “Rovine” è stato insignito del Premio Montale con una cerimonia al Museo Nazionale Romano di Palazzo Altemps ed è stato l’unico progetto di scrittura scelto per celebrare il riallestimento delle collezioni del Getty Villa, per proseguire il dialogo iniziato con la mostra di artisti contemporanei “Plato in LA” in occasione della quale alcuni dei più celebrati artisti del panorama odierno hanno reinterpretato l’impatto di Platone sul mondo contemporaneo. Nello stesso anno ha esteso la sua opera ispirata ai capolavori dell’arte anche alla pittura rinascimentale con una lettura alla Pinacoteca di Brera e alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola. 
Nell’Agosto del 2019, dopo una lunga assenza dalle scene, il due volte Premio Oscar Kevin Spacey ha letto la poesia di Tinti “Il Pugile a riposo” di fronte all’omonima statua conservata al Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo. L’evento è stato riportato nelle prime pagine della stampa di tutto il mondo. 
Nel 2020 è uscita la sua raccolta di poesie in collaborazione con l’artista Roger Ballen per i tipi di Powerhouse Books (New York). 
Nel 2021, 24 Ore Culture ha raccolto in un volume per i tipi di Libri Scheiwiller (Milano) il progetto “Rovine”.
L’edizione inglese è uscita in contemporanea a cura dell’editore Eris Press (Londra).
La sua raccolta di poesie è pubblicata da La Nave di Teseo (Milano).

Alessandro Haber è uno dei più importanti attori italiani. Nato a Bologna trascorre gran parte della sua infanzia in Israele insieme al padre rumeno e alla mamma italiana. A nove anni torna in Italia e, appena ventenne, ottiene la parte di Rospo nel film La Cina è vicina di Marco Bellocchio a cui seguono piccole parti per conto di numerosi registi importanti, come: i fratelli Taviani, Bernardo Bertolucci e Federico Fellini. Recita per Nanni Moretti in “Sogni d’oro” (1981) con Laura Morante; con Ugo Tognazzi e Philip Noiret in “Amici miei – Atto II” (1982) di Mario Monicelli; partecipa al film esordio di Gabriele Salvatores, “Sogno di una notte d’estate”(1983) e nel 1986 Pupi Avati lo scrittura per “Regalo di Natale”. In quest’ultimo ha finalmente un ruolo da protagonista ed è il suo primo vero successo. Il sodalizio con Avati risulta vincente. Il 1986 è un anno importante per la sua carriera. Compare in: “La donna del traghetto” di Amedeo Fago, “Anche lei fumava il sigaro” di Alessandro di Robilant, “Grandi magazzini” di Castellano Pipolo, “Innocenza” di Villi Hermann e “Com’è dura l’avventura” di Flavio Mogherini. Nel 1989 arriva anche il primo Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista per il film, “Willy Signori e vengo da lontano” di Francesco Nuti. Negli anni novanta recita in Parenti serpenti del 1992 di Mario Monicelli.
In teatro ha recitato in Orgia di Pier Paolo Pasolini, Woyzeck di Georg Büchner, Arlecchino, Ugo di Carla Vistarini, Scacco pazzo (da cui ha poi tratto l’omonimo film del 2003 che lo ha visto debuttare come regista) e L’avaro di Molière. Sempre come attore teatrale, nel 2006 si aggiudica il Premio Gassman come miglior attore per l’interpretazione di Zio Vanja nell’omonimo testo di Anton Čechov. Scrive e canta canzoni. Il suo primo CD è “Haberrante”(1995), a cui seguono “Qualcosa da dichiarare” (1999) e “Il sogno di un uomo”(2003). Ma il singolo che trova il favore del pubblico e della critica è “La valigia dell’attore”, composto per Haber da Francesco De Gregori. Nel 2006 viene scritturato di nuovo da Giuseppe Tornatore per “La sconosciuta” ottenendo un altro Nastro d’Argento nel 2007 come miglior attore non protagonista e, nel 2011, è diretto da Ermanno Olmi per il film “Il villaggio di cartone”.

Il Banchetto dei Giusti

Nel bicentenario della morte di Percy B. Shelley, poeta e intellettuale inglese che si ribellò apertamente alle istituzioni religiose e politiche della sua Nazione dichiarandosi a favore dell’amore libero, dell’ateismo, pur se mitigato da una profonda fede nello spirito della natura come spirito d’amore, non poteva mancare da parte dell’Associazione Premio LericiPea Golfo dei Poeti, che sta celebrando con numerose manifestazioni il genio ribelle di questo “figlio spirituale” di Lerici, un evento dedicato al suo vegetarianismo. Anche questa una battaglia estremamente rivoluzionaria per l’epoca in cui visse, ma in linea con il suo pensiero liberale che lo portò sempre a combattere in favore degli  oppressi e dei perseguitati, umani o animali essi fossero. Per difendere la dieta vegetariana, Shelley scrisse due articoli: “Difesa della dieta naturale” e “Sul sistema della dieta vegetariana”, ma di questo suo impegno etico e salutista (che condivise con la moglie Mary) si trovano chiari indizi anche in alcune delle sue opere più importanti.   Se ne parlerà mercoledì 20 luglio a Lerici, dalle 18.15 presso l’Hotel Shelley e delle Palme di Lerici in una conferenza dal titolo esemplificativo “Il banchetto dei Giusti”. A dialogo con la prof.ssa Adriana Beverini, membro dell’Associazione LericiPea: Lilla Maria Crisafulli docente all’Università di Bologna, Franco Lonati docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e la scrittrice Carla Sanguineti. Il prof. Vincenzo Patanè leggerà alcuni passi della sua “Intervista immaginaria a Lord Byron” che di Shelley fu amico fraterno e che con lui condivise la scelta vegetariana. Alle 21.30 alla Rotonda Vassallo di Lerici l’attore Roberto Alinghieri introdurrà la seconda parte della giornata, leggendo il testo di Shelley “Difesa della dieta naturale” e a seguire Pietro Leemann: quando la cucina diventa arte e coinvolge tutti i sensi: gusto, olfatto, tatto, vista, e l’anima! Leemann, primo chef stellato vegetariano, allievo di grandi maestri, scrittore, studioso di filosofia e mistica, sarà a dialogo con il prof. Vincenzo Patanè per un “focus” sulla cucina vegetariana e una gastronomia più virtuosa e all’avanguardia, per responsabilità e senso etico verso ambiente e Natura. Con loro, interverrà Sergio Buttiglieri, style director di Sanlorenzo, vegetariano da anni, amico e conoscitore della cucina di Leemann.

Pietro Leemann

Lo Chef Pietro Leemann nasce a Locarno, in Svizzera, nell’estate del 1961. Sin da piccolo coltiva – in

tutti i sensi – l’amore per la terra e la natura, giocando e lavorando con i genitori nell’orto di famiglia.

Nel 1976, folgorato da una bavarese alla vaniglia del grande cuoco ticinese Angelo Conti Rossini, decide di intraprendere quella strada. Si apre per lui un lungo periodo di studio alla corte di maestri tra cui lo stesso Angelo, Gualtiero Marchesi e Frédy Girardet, dai quali acquisisce i principali fondamenti della grande cucina. Appassionato di filosofia e di mistica, vive per anni in Oriente dove esplora quelle affascinanti culture e in particolar modo il Buddismo Zen, il Taoismo e il mondo dei Veda. 

Nel 1989, con un gruppo di amici, a Milano, apre “Joia” che, nel 1996, è il primo ristorante vegetariano Gourmet a ricevere la prestigiosa stella Michelin. Qualche anno dopo il riconoscimento della guida Michelin, nel 2000 viene insignito del premio Pellegrino Artusi per la qualità e l’originalità della sua cucina e nel 2010 di quello della Città di Fabriano. 

Nel 2015 è Chef Ambassador di Expo Milano. Nel 2018 riceve il Premio 2018 della Fondazione del Centenario della Banca della Svizzera Italiana, gli vengono riconosciuti i grandi meriti maturati in più di trent’anni di professione in qualità di chef ticinese che, scelto l’Italia come patria, ha saputo realizzare il suo progetto di alta cucina vegetariana. Ha scritto più di dieci libri di cucina, di divulgazione di cultura alimentare, di filosofia naturale e di ricette. Assieme all’amico giornalista Gabriele Eschenazi ha fondato “The Vegetarian Chance”, il primo festival internazionale di cultura e cucina vegetariana. Nel 2020 Lo Chef Leemann e il ristorante Joia ricevono la stella verde della guida Michelin per una cucina sostenibile. Premio istituito, nello stesso 2020, per mettere in luce tutte quelle strutture che favoriscono una gastronomia più virtuosa e all’avanguardia per responsabilità e senso etico verso ambiente e Natura. Dalle modalità di approvvigionamento delle materie prime alla lotta contro lo spreco alimentare, dalla corretta gestione dei rifiuti all’impatto energetico e all’etica lavorativa.Lo Chef Leemann è impegnato in numerosi progetti con aziende ed enti – pubblici e privati – con l’obiettivo di divulgare i precetti di una cucina sana, sostenibile e consapevole. 

Per saperne di più: www.pietroleemann.ch