Premio LericiPea Golfo dei Poeti 2026

 Venerdì 26 giugno
Premio LericiPea “Edito” 2026
Castello di San Giorgio, La Spezia

Domenica 26 luglio, ore 21.00 
Premio LericiPea “Paolo Bertolani 2026” a Franca Grisoni
in apertura: saluti del Sindaco e della famiglia Bertolani;
intervento musicale di Antonio Lombardi: poesia in musica da “Raità da neve”di Paolo Bertolani;
a seguire, la Poetessa a dialogo con Manuel Cohen
Piazza Santa Croce, La Serra di Lerici

Domenica 27 settembre
Premio LericiPea “alla Carriera” 2026
Villa Marigola, San Terenzo di Lerici.

venerdì 16 e sabato 17 ottobre
Festival LericiPea ARIEL
Teatro Astoria, Lerici

Dicembre
Premio LericiPea “Liguri nel Mondo” 2026
Savona

Premio LericiPea Golfo dei Poeti 2026 - Gli Eventi

Premio LericiPea "Edito" 2026 ad Alessandro Fo

Luci e eclissi di Alessandro Fo è un libro felicemente affollato di nomi di luoghi, strade, autori antichi e moderni, persone variamente legate agli incontri della propria vita, ma non mancano i cupi contesti dell’attualità. C’è evidentemente la tenacia di una memoria che vuole affidare al lettore quanto al meglio custodisce nella partita di nascere, vivere ed eclissarsi, in cui il libro è scandito. L’eclisse può essere un termine lenitivo per morire, pienamente giustificato dal possibile di una riapparizione per lo meno nella trafila della memoria e della sua parola. Il tutto è declinato in un mirabile tessuto testuale che ben annoda miniracconti, dialoghi e sigilli lirici.

Latinista dell’Università di Siena, Alessandro Fo ha tradotto e curato per Einaudi: Rutilio Namaziano, Il ritorno (1994); Apuleio, Le Metamorfosi (2010); Virgilio, Eneide (2012); Catullo, Le poesie (2018). Ha curato anche opere di Guido Gozzano, Angelo Maria Ripellino, Pierluigi Cappello. Fra le raccolte di poesia, per Einaudi Corpuscolo (2004), Mancanze (2014, Premio Viareggio-Rèpaci), Filo spinato (2021), Luci e eclissi (2026). Antologie e bibliografia critica a cura di Caterina Lazzarini per Macabor: Anche domaniTestimonianze critiche per la poesia di Alessandro Fo, 2023 e (con Maria Rosa Tabellini) Salto in alto. Studi e materiali per l’opera di Alessandro Fo, 2024. Inoltre: Of Angel & Inmates. Selected Poems of Alessandro Fo, translated into English by Anthony Molino, New York 2025.

Premio LericiPea "Paolo Bertolani" 2026 a Franca Grisoni

A quattro decenni dall’esordio in volume con La böba (San Marco dei Giustiniani, Genova 1986), Franca Grisoni riceve il Premio Lerici-Pea, sezione “Paolo Bertolani” 2026. Nata a Sirmione nel 1945, l’autrice ha eletto il dialetto della località gardese a lingua della propria poesia. Ci riferiamo a una particolare varietà lombarda che per ragioni geografiche confina e risente della adiacente parlata veneta. Il risultato è una sonorità che, originariamente più irta e rauca (o bresciana), sembra resa più duttile o dolce dalla contaminazione di vocali aperte o da sonorità più morbide, proprie del veneto occidentale. Il lago di Garda nelle poesie di Grisoni sembra, più che uno sfondo naturalistico, un richiamo di ordine etico, una presenza silente e tuttavia certa, in grado di regolare e di accogliere istanze, interrogativi, necessità. Quasi mai nominato e tuttavia evocato, il lettore ne avverte la presenza silenziosa, la natura, la civiltà. Un lago interiore, che si fa vieppiù immagine e idea metafisica, dalle profondità abissali da indagare e da perlustrare, come interiorizzato è il mondo creaturale circostante fatto di elementi fragili quali fiori o piccoli insetti, e interiorizzata ne è la prospettiva; l’orizzontalità di un paesaggio piano al cui orizzonte si ergono, ieratiche, le Alpi, porta a contemplare la vita animale e vegetale assieme alle movenze e alle inquietudini umane. La scrittura parte proprio dall’elemento sensibile o realistico in cui la corporeità e il linguaggio del corpo si fanno decisive chiavi d’accesso a una verticalità necessaria, a una spiritualità della visione che ha a che fare con il senso profondo (come le acque) e alto (come il cielo e i monti). Tra le più pure della poesia italiana, Franca Grisoni è la prima voce femminile apparsa nella storica collana “Bianca”con L’oter (Einaudi, Torino 1988) e l’unica donna inserita nel canone di Franco Brevini, Poeti dialettali del Novecento (Einaudi, Torino 1990). A partire dal fortunato esordio, la poetessa di Sirmione ha costruito un’opera tra le più notevoli del nostro tempo, il cui dialetto, originario di una piccola località, si è messo in ascolto e in dialogo con le più certe esperienze della poesia mondiale, della filosofia e della mistica, elaborando una poesia di rara naturalezza e di ancor più rara saggezza in cui l’io incontra continuamente l’altro, in cui la vita è esperita all’insegna della convivenza con la natura, e la poetessa è la “giardiniera” di un circoscritto microcosmo in cui la poesia è un animaletto, un capretto, pronta a divincolarsi e a vivere libera e civilmente “selvatica”.

Manuel Cohen

Franca Grisoni (1945) è nata a Sirmione dove vive. Scrive nel dialetto di Sirmione. Ha pubblicato: La böba, San Marco dei Giustiniani, 1986, Premio Bagutta opera prima; El so che te se te, Pananti, 1987, Premio Empoli; L’oter, Einaudi, 1988; Ura, Pegaso, 1993; De chi. Poesie della penisola di Sirmione, Scheiwiller, 1997, Premio Viareggio; La giardiniera, L’Obliquo, 2001; L’ala, Liboà, 2005, Premio Biagio Marin; Passiù, dramma sacro in versi, L’Obliquo, 2008; Poesie, Morcelliana 2009 (il volume colleziona le raccolte fin lì pubblicate con l’inedita Fiat), Premio Salvo Basso, Premio Tirinnanzi; Compagn, Morcelliana, 2012, Premio Pontedilegno Poesia; Medea, tragedia in versi, Fondazione Etica-L’Obliquo, 2012; L’ös / L’uscio, L’Obliquo, 2013; Croce d’amore / Crus d’amur. Passione in versi ispirata dai capolavori del Romanino, Interlinea, 2016; Il filo srotolato. Autismo tra fotografia e poesia, fotografie di Adriano Treccani, Scholé-Morcelliana, 2021; Le crepe, Samuele Editore / Pordenonelegge poesia 2021, Premio Poesia Onesta 2025; ha ricevuto il Premio alla carriera Giuseppe Malattia della Vallata 2025. Inoltre, ha pubblicato Appunti sul far critica di Cesare Garboli, Pananti, 1992; Nel tempo di Mattioli, L’Obliquo, 2005; ha curato l’antologia Alzheimer d’amore, Poesie e meditazioni su una malattia, Interlinea, 2017. Collabora a varie riviste, alla pagina della Cultura del “Giornale di Brescia”, e cura progetti di poesia e letture di testi sacri, anche in collaborazione con il Centro Teatrale Bresciano.