ADONIS

Ali Aḥmad Sai’īd Esber, questo il vero nome di Adonis, è uno dei più importanti poeti e intellettuali del mondo arabo e a livello internazionale. Nato in un villaggio siriano nel 1930 da una famiglia di origine contadina, ha compiuto gli studi universitari a Damasco, laureandosi in filosofia. Successivamente si è trasferito a Beirut, dove ha lavorato come insegnante e giornalista. Ora vive a Parigi. La sua poesia, nutrita di suggestioni filosofiche e metafisiche, si affida a una scrittura purissima, di intonazione profetica.
La sua opera omnia è stata insignita di numerosi premi letterari in Francia, in Italia, in Turchia e in Libano, tra cui il Premio Lerici Pea “alla Carriera” nel 2000, e il premio “Ennio Flaiano” per la letteratura, sezione poesia, nel 2002. Costantemente candidato e finalista per il Nobel.
Nelle edizioni Guanda i suoi libri di poesia tradotti in italiano, includono Memoria del ventoCento poesie d’amoreStoria lacerata nel corpo di una donnaSingolare in forma di pluraleLa foresta dell’amore in noi e Prendimi, caos, nelle tue braccia.
Altre opere tradotte in italiano comprendono I canti di Mihyar il damasceno (Mondadori, 2017), Desiderio che avanza nelle mappe della materia (San Marco dei Giustiniani, 1997), Ecco il mio nome (Donzelli, 2009), Concerto per Gerusalemme (Passigli, 2014), L’orizzonte mi insegnò il garbo delle nuvole (ES, 2012), Alberi adagiati sulla luce-Chie-Chan e io-L’inseguitore (Feltrinelli, 2008), La linea rossa e lilla del tuo confine (ES, 2015), Libro delle metamorfosi e della migrazione nelle regioni del giorno e della notte (Mondadori, 2004), Beirut. La non-città (Medusa Edizioni 2007), Nella pietra e nel vento (Mesogea, 2004), La lingua del peccato e altri testi poetici (Interlinea 2008).Le raccolte di saggi, sempre pubblicate da Guanda, sono: La preghiera e la spadaLa musica della balena azzurraOceano nero e i pamphlet Violenza e islam e Profezia e potere.


Ali Aḥmad Sai’īd Esber, this is the real name of Adonis, is one of the most important poets and intellectuals in the Arab world. Born in a Syrian village in 1930 from a family of peasant origin, he completed his university studies in Damascus, and he graduated in philosophy. He later moved to Beirut, where he worked as a teacher and journalist.
Now he lives in Paris. His poetry, inspired by philosophical and metaphysical suggestions, relies on a very pure writing featuring a prophetic intonation.
He received numerous literary prizes, in France, Italy, Turkey and Lebanon, including the Lerici Pea Poetry Prize in 2000, and the Ennio Flaiano Prize for literature, poetry section, in 2002.
His works include: The blood of Adonis: Transpositions of selected poems of Adonis, Ali Ahmed Said, Pitt poetry series (1982); Transformations of the Lover, International Poetry Series, Volume 7. Ohio University Press (1990); The poetics of T.S. Eliot and Adunis: a comparative study (1990);  The Pages of Day and Night, The Marlboro Press, Marlboro Vermont (1990); If Only the Sea Could Sleep, ed. Green Integer 77 (2003); A Time Between Ashes and Roses, Poems, With a forward of Nasser Rabbat, ed. Syracuse University Press (2004); Mihyar of Damascus: His Songs (2008);  Victims of A Map: A Bilingual Anthology of Arabic Poetry, Saqi Books: London (2008); Adonis: Selected Poems Yale University Press, New Haven and London (2011-2012).


POESIE

VOLTO DI DONNA

Ho abitato il volto di una donna
che abita in un’onda
sospinta dall’alta marea verso la spiaggia,
il cui approdo è smarrito tra le conchiglie.

Ho abitato il volto di una donna
che mi fa morire, che desidera rimanere
nel mio sangue che naviga sino ai confini della follia
simile a un faro spento.

ORIENTE E OCCIDENTE

Una cosa si era distesa nel cunicolo della storia
una cosa adorna, esplosiva
che trasporta il proprio figlio di nafta avvelenato
al quale il mercante avvelenato intona una canzone
esisteva un Oriente simile a un bambino che implora,
chiede aiuto
e l’Occidente era il suo infallibile signore.

Questa mappa è mutata
l’universo è un fuoco
l’Oriente e l’Occidente sono una tomba
sola
raccolta dalle sue ceneri.

È MORTO UN DIO

È morto un dio che era
sceso da lassù
dal cranio del cielo.

Forse nel panico e nella rovina
nella disperazione dei luoghi impervi
s’innalzerà dal mio profondo il dio.

Forse, poiché la terra è per me un giaciglio e una
sposa

E il mondo è un inchino.