Mladen Machiedo

Mladen Machiedo è nato il 9 giugno 1938 a Zagabria, dove ha frequentato le scuole elementari e medie e si laurea nel 1961, presso la Facoltà di Lettere e Filosofia, in lingua e letteratura italiana e in lingua e letteratura francese.
Contemporaneamente, frequenta anche i corsi di spagnolo, portoghese e letteratura comparata. Da lettore ad assistente, a docente, a professore ordinario di letteratura italiana (riconfermato a vita), ha percorso, a Zagabria, tutti i gradini della scala accademica, per ritirarsi in pensione nel 2006, a favore della sua propria attività letteraria e continuando, tuttavia, a insegnare a contratto e su invito. Fanno parte del suo curriculum, un perfezionamento biennale alla Scuola Normale Superiore di Pisa (1969-1970) e, in seguito, insegnamenti supplementari alle Università di Sarajevo (due anni accademici: 1980-1982), Reggio Calabria, Trento e Zara, rispettivamente nel 2007 e 2008. Ha inoltre tenuto più volte conferenze e seminari nelle sedi universitarie di Firenze, Pisa (Sc. Norm. Sup.), Padova, Udine, Trieste, Spalato e Lubiana.
I campi della sua bilingue attività sono la saggistica, la critica, la teoria letteraria e la poesia. Traduce dall’italiano, dal francese, dallo spagnolo, dal portoghese e in italiano.
Tra le sue opere poetiche che ha scritto o curato ricordiamo: Nuovi poeti italiani (antologia), Spalato, 1971; Antologia della poesia italiana del XX secolo (partizione basata sulle poetiche), Sarajevo, 1982; Na strani dima (“Il partito preso del fumo”) Zagabria, 1994; Diptih (“Dittico”) (poema e prosa lirica), Zagabria, 1999; Soggetto irradiante. Poeti italiani del 900, Zagabria, 2003, 2 voll; Doppia pietà, Zagabria, 2004; Nikad Bolje (“Mai meglio”(poesia e poesia in prosa), Zagabria, 2010; Tanca Krta (“Linea sottile”), Kršćanska sadašnjost, Zagabria, 2015; Zapisi iskosa (“Appunti trasversali” poesie e poesie in prosa), Jurčić, Zagabria, 2015; Bez (“Senza”) (poesie e prosa lirica), Antibarbarus, Zagabria, 2015. Ha tradotto e curato la raccolta di Dino Campana, Ofricka Pievanja (titolo orig. Canti Orfici) (antologia, 1977). Tra gli scritti in italiano, ricordiamo Otto poeti croati, The Bridge, Zagabria, 1974; Aeroliti, Campanotto, Udine, 1989; Ritratto poetico di Saverio Vóllaro, Parallelo 38, Reggio Calabria, 1991; Senza risposta, Zagabria, 1995; Sotto varie angolazioni (studi sulle poetiche della poesia e della narrativa italiana del Novecento), Erasmus, Zagabria, 1997. Numerosi anche i suoi contributi, apparsi nelle maggiori riviste di settore.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti in patria e in Italia tra cui ricordiamo il Premio Quasimodo, (1972), il Premio Gabicce Mare (1972). Il Premio Circe Sabaudia (1984), il Premio Poesia Aperta (1990), il Premio Agrigento (1992) e il Premio Lerici Pea “Europa” (2014).


Mladen Machiedo was born on June, 9th 1938 in Zagreb, where he attended primary and secondary schools and he graduated in 1961 in Letters and Philosophy, Italian language and literature and French language and literature. He also attended courses in Spanish, Portuguese and comparative literature. He firstly was a lecturer, then assistant and finally a professor of Italian literature in Zagreb. He retired in 2006 to dedicate to his own literary activity but he continued to teach from time to time.
His career includes a two-year specialization at the Scuola Normale Superiore of Pisa, Italy (1969-1970) and, afterwards, several additional courses at the University of Sarajevo (two academic years: 1980-1982), Reggio Calabria, Trento and Zara, in 2007 and 2008 respectively. He also held conferences and seminars at the universities of Florence, Pisa (Sc. Norm. Sup.), Padua, Udine, Trieste and Ljubljana.
The fields of his bilingual activity are nonfiction, criticism, literary theory and poetry. He translates from Italian, French, Spanish, Portuguese and Italian.
The poetic works he wrote or edited include: New Italian poets (anthology), Spalato, 1971; Anthology of the 20th century Italian poetry, Sarajevo, 1982; Na Strange Dima (“A priori Smoking”) Zagreb, 1994; Diptih (“Diptych”) (poem and lyrical prose), Zagreb, 1999; Radiating subject. Italian poets of the 20th century, Zagreb, 2003, 2 vols; Double pity, Zagreb, 2004; Nikad Bolje (“Never better“) (poetry and prose poetry), Zagreb, 2010; Tanca Krta (“Thin Line”), Kršćanska sadašnjost, Zagreb, 2015; Zapisi iskosa (“Transverse notes” poems and prose poems), Jurčić, Zagreb, 2015; Bez (“Without”) (poems and lyric prose), Antibarbarus, Zagreb, 2015.
He translated and edited the collection of the Italian poet Dino Campana, Ofricka Pievanja (orig. title “Orphic songs”) (anthology, 1977).
His numerous contributions appeared in the greatest trade magazines.
He received numerous awards both in his country and in Italy including the Quasimodo Prize (1972), the Gabicce Mare Prize (1972). The Circe Sabaudia Prize (1984), the Open Poetry Prize (1990), the Agrigento Prize (1992), the Lerici Pea “Europa” Prize (2014).


POESIE

da Poesie-Book Editore 2002
Joyce 1

Biancoseno di fosco mare
specchio e rasoio posati in croce
La storia è un incubo da cui bisogna destarsi
ho paura di parole grosse
non sono un eroe
Ogni Venerdi seppelisce un Giovedì
quando i cimiteri sbadigliano
dovremmo essere un pò più seri
Non si sa mai di chi si masticano le idee
eventi futuri proiettano la loro ombra
davanti a sé.

da “Sintesi” editrice Petite plaisance (2010)
Affinché non si dimentichi…

(a posteriori in memoria di Grytzko Mascioni dalla sua Croazia)
Nei giori immediatamente successivi alla liberazione della così detta, ormai, defunta Krajina, si potevano vedere acora, sulla banca di Sebenico, accanto al mercato, le tavole di legno dipinte, con cui, accuratamente erano state protette le superfici di vetro. Qualche mano ignota vi aveva raffigurato una serie di finestre spalancate sui personaggi lirici, si sarebbe detto attraverso l’edificio stesso. Ciò significava: potete ficcarci nel buio, potete ricoprirci di granate, ma il mare interiore, con le stelle marine e celesti non potete togliercelo.

L’ultimo viaggio

Qualche istante prima di naufragare, solo in prua, contro le onde, non arrivò nemmeno a notarlo. L’Ulisse dalla barba di brina! Mentre il suo pensiero fu press’a poco questo: che tutti i viaggi e tutte le avventure non fossero equivalse ad una forcina di Penelope. (2008)

da “Per i suoi cent’anni”

… semplicemente
non sei più qui
Sei nel mare
nell’aria
nel sole portato altrove
dalla mia piazza deserta.